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Un caffé col "futurista" Rossi

Ispirarsi alla lezione di due padri nobili del giornalismo come Indro Montanelli e Leo Longanesi e riprendere il filo interrotto dall'entrata a gamba tesa di Berlusconi nell'editoria di destra. E' questo il proposito del settimanale Il Futurista per bocca del suo direttore Filippo Rossi che, assieme all'editore Gianluca Luciano e con l'introduzione dell'onorevole Roberto Menia, ha presentato a Trieste la sua nuova iniziativa editoriale, che nasce come voce libera nell'alveo del movimento finiano senza recintarsi nel partito né nell'area politica di riferimento.

Un momento della presentazione - foto di Gianpaolo Pellarini



Nel corso dell'incontro, svoltosi presso lo storico Caffé Tommaseo, Rossi ha rimarcato la differenza tra il progetto del Futurista e il binomio Libero-Il Giornale, accusando i due quotidiani di area berlusconiana di "applicare la logica del volantino, recitando slogan e delineando un mondo bianco o nero, fatto di contrapposizioni totali e radicali, creando identificazione attraverso la definizione di un nemico comune".

Si sono affrontati anche i temi dei costi dell'editoria, in cui l'editore Luciano ha definito quella attuale una crisi del giornalismo più che dell'imprenditoria ad esso legata, in quanto quest'ultima sopravvive tagliando tutto quanto non strettamente necessario e conseguentemente impoverendo la qualità del lavoro giornalistico. Impossibile non parlare anche del contributo pubblico all'editoria, che Il Futurista è tra i pochi gornali italiani a non ricevere, sul quale Rossi ritiene più adeguato un percorso di riforma che non di abolizione tout court, citando l'importanza di salvaguardare testate storiche come ad esempio Il Manifesto a differenza di altre che non sono mai approdate in edicola, oppure di quelle - come Libero e Il Foglio - che adottavano l'escamotage di affiliarsi a partiti assenti dalla scena politica.

Al termine dell'incontro Filippo Rossi ha ribadito l'importanza dello sviluppo del web che ha creato e facilitato le interconnessioni tra individui: prima chi stava su una sponda politica era completamente separato dal mondo dell'altro e si nutriva della lettura dei bollettini di partito, ora invece può facilmente leggere e commentare l'altro. Di fatto contano i contenuti su cui confrontarsi e non le etichette e Il Futurista si pone l'obbiettivo di rappresentare efficacemente questo nuovo scenario.

Commenti

  1. bravo alessio!
    putroppo non son potuto venire...sarà per la prossima.
    A.Marega

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