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Visualizzazione dei post con l'etichetta politica

La vera diseguaglianza è intergenerazionale. E Boeri è l'unico che ne parla

L'unico a portare in agenda le diseguaglianze intergenerazionali. L'unico a innervare le politiche economiche del governo con proposte volte a bilanciare un sistema previdenziale che penalizza gli under 40. L'unico in grado di tratteggiare un percorso di welfare moderno e sostenibile. Tito Boeri, il 57enne economista bocconiano che Renzi ha posto al vertice dell'INPS, sta apprezzabilmente interpretando il suo ruolo molto oltre i binari consueti.  Il Boeri pensiero era noto del resto ben prima dell'incarico: dagli studi esposti nel suo libro "Uno Stato asociale. Perché è fallito il welfare in Italia", al dibattito animato sul blog  LaVoce , fino alle ospitate televisive non frequenti ma sempre incisive. Che non si sarebbe trasformato nel grigio dirigente pubblico di un carrozzone disastrato era ipotizzabile, ma l'intrusione costruttiva nell'agenda di governo e il pressing costante sui temi previdenziali con cui sta caratterizzando la sua a...

Società civile e politica: un'occasione perduta?

La migrazione di otto componenti di Scelta Civica verso il Partito Democratico , avvenuta a stretta distanza dall'elezione del nuovo presidente della repubblica e dalla conseguente rottura del patto del Nazareno, è stato un evento che ha ottenuto molto clamore tra i commentatori pur rivestendo una scarsa sorpresa. Da mesi ormai era chiaro che all'interno del gruppo parlamentare post-montiano, numericamente esiguo e considerato dal premier come un'appendice del suo partito, molti non trovassero più una ragion d'essere, non essendosi mai innescata una fase due che portasse l'aggregazione, inizialmente troppo eterogenea, nata intorno a Mario Monti ad evolvere in progetto politico aperto e partecipato, abbandonando verticismo e autoselezione in favore di modelli bottom up . Seppure quindi l'evento sia stato prevedibile, di nessun impatto per la tenuta della maggioranza e riguardi un movimento politico che oggi ha un trascurabile consenso elettorale, l...

Matteoscettici e matteofobici: la sinistra anti-Renzi non #cambiaverso

Le primarie del PD probabilmente coroneranno la lunga cavalcata del rottamatore Matteo Renzi verso la leadership del Partito Democratico, chiudendo una sorta di campagna permanente che ha visto impegnato il giovane sindaco di Firenze dalla prima edizione della Leopolda fino ad oggi, passando attraverso le primarie del 2012. Riassumendo al massimo l' Opa che Renzi ha lanciato sul partito nel corso di questi anni è racchiusa in tre sfide:  anagrafica (facce nuove e giovani contro la vecchia classe dirigente); organizzativa (il partito "social", leggero, aperto e inclusivo contro quello dell'apparato, pesante e costoso); di indirizzo politico (il riformismo blairiano contro la linea socialista). Trattandosi di temi decisamente eretici per le tradizioni confluite a Sant'Andrea delle Fratte, nonché aliene all'azione politica impressa dalle ultime segreterie, il successo della rottamazione è stato propiziato dal realizzarsi di tre condizioni: le co...

Forzatura Italia, il drammatico che si fa inevitabile.

E' ufficiale: il Popolo delle Libertà, meglio noto come PdL, chiude i battenti dopo le ferie in Costa Smeralda. Il padre-padrone, dopo averlo fatto più volte presagire, l'ha confermato attraverso i social network , media non proprio congeniali alle abilità comunicative del suddetto, ma forse più influenti dell'amato tubo catodico nel periodo estivo. Insomma, al rientro dal mare il predellino entrerà nel mausoleo di Arcore e assisteremo alla riesumazione della creatura primigenia di Silvio Berlusconi, quella dell'inno gioioso, della calza sulla telecamera, del miracolo promesso e mai realizzato.                                     La mossa in sé sembra unicamente ridicola e buona solo per scatenare le ironie di critici e avversari, spesso molto più creativi nell'ideare sfottò che nel fronteggiare concretamente Sua Emittenza, in realtà trattasi di una scelta abbastanza inevitabile: vediamo...

La "Cosa Nera"? AN-cronistica

La sconfitta elettorale cui è andato incontro Gianni Alemanno, nel disperato tentativo di restare per altri cinque anni al Campidoglio, ha scatenato una serie di riflessioni sull'eclissi di un'area politica postmissina che nel ventennio della Seconda Repubblica ebbe consistente peso elettorale e strategico. I colonnelli e i luogotenenti della fu Alleanza Nazionale, nelle ultime settimane tormentate, si dicono pronti a concludere una lunga stagione di rancori, divisioni e reciproche delegittimazioni, pronti a porre fine alla diaspora e a ricostruire il partito di Fiuggi. Tutti insieme nuovamente, se non proprio appassionatamente, con lo sbandierato e nobile obbiettivo di "ridare agli italiani una rappresentanza politica di destra" oggi frastagliata e irrilevante, dopo la cannibalizzazione subita nella confluenza all'interno del PdL e il fallimento elettorale di tutte le sue espressioni partitiche successive. Immaginiamo pertanto lo ...

Scelta Civica: il progetto è valido, le liste del FVG no

A Mario Monti, come premier tecnico e come riferimento politico, vanno riconosciuti molti meriti: autore di un'azione di governo sofferta ma decisiva sul piano dei conti pubblici, dell'affidabilità internazionale, delle definizione di un'agenda di riforme. Si è proposto dopo un ventennio di lacerazioni bipolariste come punto di riferimento possibile di un'area liberaldemocratica, come estensore di un progetto su cui far convergere le sensibilità laiche e cattoliche e i desiderata liberali e riformisti, risultando attrattivo per coloro che fuori dal palazzo spingono per un rinnovamento concettuale, operativo, financo lessicale della politica italiana e degli attori impegnati sulla sua scena. Trattandosi di un cartello elettorale con promotori eterogenei e tempi ristrettissimi di realizzazione, il progetto non può che tendere a calamitare gli autentici innovatori quanto gli avvoltoi, l'associazionismo specchiabilmente organizzato quanto quell...

Quindici giorni per sconvolgere la (seconda) Repubblica

Undici giorni sono già trascorsi, quattro ancora da venire. L'insostenibile immobilità del quadro politico italiano, perfetto riflesso dell'incapacità di opporsi al declino economico e sociale del Belpaese, sembra essere attraversata da una scossa. Timidi vagiti, elettroshock o esalazioni di ultimi respiri? Tra poco lo sapremo, certamente i partiti protagonisti della seconda Repubblica e i rispettivi leader soffrono di una irreversibile perdita di consensi e credibilità che li predispone ad un prossimo collasso. Scavando in un'ipotetica agenda, le note che sembrano indicare in queste due settimane il punto di non ritorno e di frattura dei fragili equilibri sono le seguenti: Montezemolo e Riccardi "Verso la Terza Repubblica". Il presidente della Ferrari, dopo aver lanciato l'omonimo manifesto, il 17 novembre raduna a Roma i fedelissimi di Italia Futura assieme a un corollario di associazioni riformiste come Verso Nord (area Cacciari), Indipende...

Amministrative 2012: l'ineffabile Bersani

post tratto dal mio blog Polis, Policy, Politics su Il Futurista La tornata appena conclusasi delle elezioni amministrative 2012 ha avuto esiti che hanno il merito di mettere a nudo, forse definitivamente, i vizi, gli errori (concettuali, strategici e programmatici) e le strumentalità dei partiti che sono stati i principali protagonisti degli ultimi anni della politica italiana. La prima interpretazione del dato complessivo, forse banale nella sua evidenza, è quella secondo cui i cittadini, attraverso l'astensione massiccia, hanno comunicato una sfiducia definitiva nei confronti della rappresentatività e della capacità di amministrare seguendo gli interessi generali da parte dell'attuale sistema dei partiti secondo-repubblicani; attraverso il voto, invece, hanno consegnato l'avviso di sfratto alla classe politica che ha diretto le strutture di cui sopra.

La Pietrasanta e il Montezemolo

pubblicato su Il Futurista nel blog Polis, Policy, Politics Sabato scorso, mentre a Pietrasanta Futuro e Libertà avviava la due giorni destinata a innescare il secondo tempo della sua vita politica, contemporaneamente la fondazione Italia Futura affidava a un editoriale firmato da Nicola Rossi, Carlo Calenda e Andrea Romano la riflessione sui programmi e i progetti necessari a riformare il nostro Paese. Una coincidenza assolutamente sospetta visto che a collimare non sono stati solo i tempi d'uscita, ma sostanzialmente anche le analisi e gli impulsi espressi da Gianfranco Fini all'interno della convenzione e dal terzetto vicino a Montezemolo nel suddetto articolo.

Il Polo che non c'è

post tratto dal mio blog Polis, Policy, Politics su Il Futurista Quello che sta accadendo a livello locale, in questa fase che precede le prossime elezioni amministrative, ci sta dicendo una cosa: il Terzo Polo resta sostanzialmente un luogo inespresso della geografia politica italiana. A incominciare dal nome, per alcuni Nuovo Polo (gli “innovazionisti”), per altri Polo della Nazione (i più patriottici), ma anche Alleanza Popolare (i centristi): fatto forse banale ma un soggetto politico per esistere davanti agli occhi dell'opinione pubblica deve avere uno e un solo nome. Dalla confusione sul nome a quella sulle strategie di breve termine il passo è breve. Per quanto lo sgretolamento del bipolarismo muscolare che ha contraddistinto la seconda Repubblica - avvenuto negli ultimi anni col posizionamento terzo dell'UdC - abbia scisso le dinamiche politiche nazionali da quelle locali, la rincorsa del Terzo polo verso il voto politico del 2013 dovrebbe trovare benzi...

Il Ricordo e la propaganda

Tanto rumore per nulla. La manifestazione fiorentina per commemorare i martiri delle Foibe , colta al volo per praticare un po' di anticomunismo militante, alla fine non ha visto la presenza di Giorgia Meloni, bloccata nella capitale dal maltempo. L'ex ministro della Gioventù aveva infatti inizialmente aderito all'iniziativa del centro sociale di destra Casaggì di Firenze, accanto a cui si erano schierati il PdL, la sua organizzazione giovanile denominata Giovane Italia e i discussi e discutibili "inquilini" di Casa Pound. La presenza di quest'ultimi aveva causato malpancismo nei berlusconiani, anche perché commemorare il 10 febbraio seppure in anticipo è giusto e doveroso, fare un po' di caciara sventolando il pericolo comunista aiuta a mantenere il tono propagandista di basso profilo, però sfilare accanto ai fascistelli del terzo millennio rischia di essere caricaturale. Anche per i pidiellini.

Il tramonto di B? - Da "Che fai mi cacci?!" alla débacle amministrativa

I risultati della tornata ammnistrativa, maturati nel corso di questi quindici giorni, hanno implacabilmente sancito la disfatta dell'attuale maggioranza di governo. Un risultato netto, indiscutibile e forse inaspettato nelle proporzioni che corrisponde non a un campanello d'allarme ma più probabilmente a una campana che suona a morto. Le vittorie, nell'italico cliché, di solito hanno molti padri, mentre le sconfitte sono destinate a rimanere orfane. Il centrodestra targato Berlusconi in tal senso ha prodotto un'innovazione autentica, forse l'unica del suo decennio, in cui il leader e padrone è il trionfatore unico, al contrario le colpe di ogni insuccesso sono sempre altrui (dei magistrati, degli alleati traditori, delle congiunture internazionali, dell'informazione controllata dagli avversari). Ovviamente questa lettura è totalmente inverosimile e oggi più che mai. Il risultato uscito dalle urne di sei importanti capoluoghi di provincia (Milano, Napol...

Luca chi? Luca...Scenco? - La Russa e il bielorusso

Sembra uno scolaretto somaro che, in cerca di una provvidenziale imbeccata, si volta verso il compagno di banco. Invece è proprio l'inconfondibile Ministro della Difesa Ignazio La Russa. Noto alle cronache per le sue intemperanze nei confronti di studenti universitari , cronisti rai , manifestanti e presidenti della camera , nella puntata di martedì 3 maggio di Ballarò ha arrichito la leggenda delle sue performance con varie boutade (accusando qualsiasi commentatore che esprima un'opinione sgradita di essere legato agli avverari politici del governo e affermando che Berlusconi ha pulito Napoli ma poi altri l'hanno sporcata di nuovo) e soprattutto con questa chicca.