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Il Ricordo e il presente

Dieci anni fa, grazie alla  legge n.92/2004 , è stato dedicato il 10 febbraio al Ricordo dell'esodo istriano, fiumano e dalmata e della tragedia delle foibe , in cui perirono decine di migliaia di italiani, vittime della pulizia etnica ideata e perseguita dal maresciallo Josip Broz, meglio noto come Tito. La data ricalca quella del Trattato di Parigi che, il 10 febbraio 1947, sancì il passaggio definitivo della penisola istriana (con le città di Pola, Parenzo, Rovigno), di Fiume e della Dalmazia (con la città di Zara), per un totale di 7.700 chilometri quadrati, costringendo all'esodo tutti coloro che volevano restare italiani e temevano le ritorsioni del nazionalismo jugoslavo.                                    Possiamo leggere, nel libro di Arrigo Petacco  L'Esodo ,  l'ammissione di Milovan Gilas, vice-primo ministro jugoslavo e membro del Cominform « Nel 1945...

Il Ricordo e la propaganda

Tanto rumore per nulla. La manifestazione fiorentina per commemorare i martiri delle Foibe , colta al volo per praticare un po' di anticomunismo militante, alla fine non ha visto la presenza di Giorgia Meloni, bloccata nella capitale dal maltempo. L'ex ministro della Gioventù aveva infatti inizialmente aderito all'iniziativa del centro sociale di destra Casaggì di Firenze, accanto a cui si erano schierati il PdL, la sua organizzazione giovanile denominata Giovane Italia e i discussi e discutibili "inquilini" di Casa Pound. La presenza di quest'ultimi aveva causato malpancismo nei berlusconiani, anche perché commemorare il 10 febbraio seppure in anticipo è giusto e doveroso, fare un po' di caciara sventolando il pericolo comunista aiuta a mantenere il tono propagandista di basso profilo, però sfilare accanto ai fascistelli del terzo millennio rischia di essere caricaturale. Anche per i pidiellini.

Il tramonto di B? - Da "Che fai mi cacci?!" alla débacle amministrativa

I risultati della tornata ammnistrativa, maturati nel corso di questi quindici giorni, hanno implacabilmente sancito la disfatta dell'attuale maggioranza di governo. Un risultato netto, indiscutibile e forse inaspettato nelle proporzioni che corrisponde non a un campanello d'allarme ma più probabilmente a una campana che suona a morto. Le vittorie, nell'italico cliché, di solito hanno molti padri, mentre le sconfitte sono destinate a rimanere orfane. Il centrodestra targato Berlusconi in tal senso ha prodotto un'innovazione autentica, forse l'unica del suo decennio, in cui il leader e padrone è il trionfatore unico, al contrario le colpe di ogni insuccesso sono sempre altrui (dei magistrati, degli alleati traditori, delle congiunture internazionali, dell'informazione controllata dagli avversari). Ovviamente questa lettura è totalmente inverosimile e oggi più che mai. Il risultato uscito dalle urne di sei importanti capoluoghi di provincia (Milano, Napol...

Luca chi? Luca...Scenco? - La Russa e il bielorusso

Sembra uno scolaretto somaro che, in cerca di una provvidenziale imbeccata, si volta verso il compagno di banco. Invece è proprio l'inconfondibile Ministro della Difesa Ignazio La Russa. Noto alle cronache per le sue intemperanze nei confronti di studenti universitari , cronisti rai , manifestanti e presidenti della camera , nella puntata di martedì 3 maggio di Ballarò ha arrichito la leggenda delle sue performance con varie boutade (accusando qualsiasi commentatore che esprima un'opinione sgradita di essere legato agli avverari politici del governo e affermando che Berlusconi ha pulito Napoli ma poi altri l'hanno sporcata di nuovo) e soprattutto con questa chicca.